L'acqua non sarà più un bene pubblico
Wed 18 Nov 2009 07:07:13 | 0 comments

Via libera alla privatizzazione dell'acqua. Il
governo, per la 28esima volta, pone la fiducia sul decreto
salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici
locali, compresa l'acqua.
E scatena l'ennesima bagarre con l'opposizione. A cui le motivazioni
del ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ("scelta per
velocizzare i tempi") non bastano. Anche perché di tempo per l'esame
della Camera ce n'era: il decreto, che l'esecutivo considera blindato,
scade fra una settimana.
Tema del contendere è il cosidetto 'decreto Ronchi' che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, prevedendo tra le altre cose che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati. Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l'affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l'assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall'ente locale affidatario. A partire dal 31 dicembre 2010 quindi, le concessioni frutto di una assegnazione diretta cessano.
La liberalizzazione, inoltre, riguarda tutti i servizi pubblici locali, escluso il gas, il trasporto ferroviario regionale e la gestione delle farmacie comunali. Prevedendo tempi 'piu' dilatati per quanto riguarda i rifiuti.
Durissima la reazione dell'opposizione. Angelo Bonelli dei Verdi lancia l'idea di un "referendum" per dire no all'acqua in mano ai privati. "Pochi grandi gruppi faranno affari d'oro a discapito dei cittadini che subiranno l'aumento delle tariffe dell'acqua" spiega Marina Sereni del Pd. Per Massimo Donadi dell'Idv quella attuale è una maggioranza "appecoronata felice di non lavorare per un giorno".
Tema del contendere è il cosidetto 'decreto Ronchi' che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, prevedendo tra le altre cose che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati. Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l'affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l'assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall'ente locale affidatario. A partire dal 31 dicembre 2010 quindi, le concessioni frutto di una assegnazione diretta cessano.
La liberalizzazione, inoltre, riguarda tutti i servizi pubblici locali, escluso il gas, il trasporto ferroviario regionale e la gestione delle farmacie comunali. Prevedendo tempi 'piu' dilatati per quanto riguarda i rifiuti.
Durissima la reazione dell'opposizione. Angelo Bonelli dei Verdi lancia l'idea di un "referendum" per dire no all'acqua in mano ai privati. "Pochi grandi gruppi faranno affari d'oro a discapito dei cittadini che subiranno l'aumento delle tariffe dell'acqua" spiega Marina Sereni del Pd. Per Massimo Donadi dell'Idv quella attuale è una maggioranza "appecoronata felice di non lavorare per un giorno".
Mentre Michele
Vietti (Udc) ricorda come il testo sia stato per troppo all'esame del
Senato. Una circostanza condivisa anche da Simone Baldelli del Pdl,
secondo cui "servono regole certe sui tempi certi per l'esame dei
provvedimenti". Ma anche la lega non nasconde le perplessità. "Voteremo
la fiducia - dice il vicepresidente dei deputati del Carroccio, Marco Reguzzoni - ma avremmo voluto migliorare
il testo per farlo corrispondere con la sua posizione storica a favore
dell'acqua pubblica". Ora il Carroccio preannuncia la presentazione di
un ordine del giorno al decreto, e non esclude la presentazione di
modifiche già in finanziaria.
Il voto di fiducia ci sarà domani alle ore 15, mentre quello finale è
previsto per le ore 13 di giovedì, dopo le dichiarazioni di voto in
diretta tv. (repubblica.it, ansa, adnkronos)
Comunicato stampa forum italiano dei movimenti per l'acqua: Piazza di
Montecitorio piena, attivisti con le mani e i volti pitturati di blu,
comitati territoriali con fischietti e campane: pienamente riuscita la
giornata di protesta del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Di fronte ai 630 Deputati, che si apprestano a
votare l’art. 15 e la definitiva privatizzazione dell’acqua, sono state
portate le ragioni dei 406.000 cittadini che già da due anni hanno
depositato nello stesso Parlamento una legge d’iniziativa popolare per
chiedere la ripubblicizzazione dell’acqua.
Al termine della giornata, una delegazione del
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, accompagnata dall’ On.
Scilipoti - relatore della legge d’iniziativa popolare - è stata
ricevuta dalla Vice-Presidente della Camera, On. Rosi Bindi, alla quale
sono state consegnate le oltre 30.000 firme raccolte in poco più di una
settimana sull’appello per chiedere ai Deputati di non votare il
famigerato art. 15, insieme ad una fondamentale richiesta di
democrazia: che si sospenda l’approvazione di qualsiasi nuova normativa
e che si apra un dibattito ampio e articolato, a partire dalla proposta
di legge d’iniziativa popolare presentata dai movimenti per l’acqua.
La Vice-Presidente della Camera ha espresso la
propria condivisione delle preoccupazioni e delle proposte espresse
dalla delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
La protesta dei movimenti per l’acqua continua con
le tante iniziative in programma su tutto il territorio nazionale e
attraverso l’email bombing, ovvero la richiesta a tutte e tutti i
cittadini di inviare, in questi giorni e prima del voto finale previsto
per martedì 17, una email a tutti i 630 Deputati con la richiesta di
non votare l’art. 15 e di ascoltare le ragioni dei movimenti per
l’acqua.
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
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